Quando abbiamo la sensazione che qualcosa ci disturbi, che non stia andando nella maniera in cui ci piacerebbe, una certa relazione o una particolare situazione che ci accade nella vita, spesso la causa della sofferenza che proviamo non è determinata dalla circostanza, ma da ciò che ne pensiamo in proposito.

Noi siamo disturbati dalle interpretazioni sui fatti che ci accadono. Dalle etichette che vi appoggiamo su. Dalle preferenze personali. Dall’idea di essere vittime di qualcosa.

Ma come possiamo liberarci da queste false elucubrazioni che arrecano altro dolore sulla nostra esperienza?

Come possiamo essere liberi di stare in quel che c’è ed eventualmente desiderare e augurarci che il meglio ci accada proprio a partire da lì?

Uno degli insegnamenti di base è allinearsi con ciò che nel profondo sappiamo essere vero e sacro per noi. Noi, in altre parole, possiamo scegliere se vedere ogni situazione con lo sguardo della nostra anima profonda, che desidera la nostra libertà suprema ed eventualmente comprende le lezioni o la semplice ripulitura di vecchi processi mentali donandoci esperienze, oppure se guardare quegli stessi fatti con gli occhi della mente abituata a lamentarsi, a prendere tutto come attacco personale.

Ci sono frasi che liberano ad esempio in questi passaggi: come “Mi inchino al destino di questa persona”, se accade qualcosa di potente a qualcuno di amato; oppure: “Grazie per i momenti belli che ci siamo donati, li porto con me”, se ci stiamo separando da qualche amato. O ancora, connettendo direttamente alla Sorgente in noi… possiamo pronunciare parole intime e aperte, come: “Apro a quel che accade al mio corpo, alle emozioni che sento e lascio guidare a Te, cara Forza in me. Tu che conosci e sai il movimento profondo in ciò che mi succede”.

Ci sono momenti in cui semplicemente essere guidati nel Sì. Nel Ci Sono. Mi affido.

E poi augurarsi, anzi cominciare a percepire, che qualcosa di ottimo, inaspettato e garantito è già in arrivo.

La dimensione dell’Amore più grande ci accompagna sempre ed è inseparabile da ogni fatto ci si manifesti nella realtà per così dire “orizzontale”. Connessi a questo spazio è il sapore di eterno a divenire realtà percettiva e null’altro.

Sono disponibile a rinunciare al diritto di sentirmi vittima?

Sono disponibile a rinunciare ai miei lamenti?